
Siamo alle solite. Nello sport non bisogna mai dare niente per scontato. Mai.
L'ennesima riprova l'abbiamo vissuta domenica, questa domenica 21 Ottobre 2007. Ebbene, questa data rimarrà scolpita nella testa di tutti gli amanti della Formula 1 e non, per chissà quanto tempo.
Facciamo un passo indietro. Ultima giornata del mondiale di F1 2007. In testa alla classifica piloti primeggia Hamilton a 107 pti (se non ricordo male!) seguito dal "compagno" Alonso a 103. Distaccato di ulteriori 3 lunghezze, a quota 100, il ferrarista Kimi Raikkonen.
E' il Brasile il teatro dell'ultimo GP, quello decisivo. Facile pronosticare il successo dell'inglese Hamilton, dominatore e rivelazione del mondo della Formula 1 quest'anno. L'unico a poterne minare il cammino è il suo collega di scuderia Fernando Alonso. Lo spagnolo, campione del mondo in carica, non hai mai digerito l'ascesa del talentino britannico e in molti hanno pensato che avrebbe venduto l'anima al diavolo pur di mettergli il bastone fra le ruote. Fra i due litiganti il terzo gode, si suol dire da noi, ed in questa 'bagarre' il terzo incomodo è rappresentato da Raikkonen e la sua Ferrari. Certo, nemmeno il migliore dei registi avrebbe immaginato quello che poi, alla fine, è successo davvero.
A mettere ulteriore pepe all'ultima gara, ci ha pensato l'altro ferrarista, il brasiliano Massa (da non confondere col capitano CaMassa). Il piccolo pilota in rosso si è guadagnato l'ennesima pole della sua bella stagione e, davanti al proprio pubblico, sogna di bissare il suo personale trionfo dell'anno prima sulla stessa pista.
Pronti via, inizia il GP del Brasile intorno alle 18, ora italiana: partenza sprint delle rosse che si piazzano subito davanti alle concorrenti...quest'ultime non le raggiungeranno più, là davanti. Massa, Raikkonen e tutti gli altri, nel corso dei giri il distacco fra le rosse e tutto il resto diventa via via incolmabile, grazie anche ad una sapiente strategia di pit-stop. Ma Alonso e, soprattutto, Hamilton che fine hanno fatto? Bene, lo spagnolo alla fine chiuderà terzo, per l'inglese invece la storia è un pò più lunga. Hamilton, partito in prima fila ad inizio gara, si ritrova nel giro delle prime curve ad essere risucchiato dall'onda rossa. Poco male, tutto sommato, per una persona alla quale, basterebbe il quarto posto per aggiudicarsi il titolo iridato. Il vero problema nasce dopo. Dopo un pò di giri, misteriosamente, la macchina di Hamilton rallenta in maniera spaventosa, tanto da farlo diventare l'ultimo della corsa. Problema nella trasmissione del cambio (se ho capito bene) probabilmente. Per fortuna riesce, dopo un pò, a ripartire e comincia una lunga scalata per recuperare le posizioni perdute. Nonostante l'impegno ed un talento che nessuno può negare, la sua rincorsa si ferma poco dopo il quarto posto, il tanto agognato quarto posto. Vittoria finale a Raikkonen (prontamente passato al primo posto dopo un rifornimento di Massa) e titolo iridato che torna in casa Ferrari. Chi l'avrebbe mai detto!
Anche nel mondo della Formula 1, come nel calcio (nonostante i veleni legati alla famosa Spy-story), alla fine è sempre lo sport a trionfare. Pensate che, il gp del Brasile ha tenuto incollato allo schermo anche me, che di macchine e dintorni non sono per niente un patito! Anzi colgo l'occasione per invitare il nostro amico Ivan (grande esperto del circo della F1) a correggermi nel caso abbia sbagliato qualche dettaglio sulle vicende e, soprattutto, ad esortarlo ad aggiungere il commento di un esperto a riguardo! Forza Ferrari comunque e grande Raikkonen per non aver mai smesso di crederci.

